|
| I 3 soli |
Un pianeta con tre soli
di Alessio Balbi
da RepubblicaROMA - Un'alba con tre soli. La possono godere, se esistono, gli abitanti di un pianeta individuato nella costellazione del Cigno, a 149 anni luce dalla Terra. La scoperta, la prima nel suo genere, affascina gli scienziati, che cercano di capire come un pianeta possa essere nato in un campo gravitazionale tanto complesso come quello compreso tra tre stelle.
Il pianeta, un gigante gassoso paragonabile a Giove, è stato individuato da Maciej Konacki, un astronomo polacco del California Institute of Technology. Nonostante il panorama mozzafiato ("Una vista dell'altro mondo", l'ha definita Konacki, il cui studio è stato pubblicato dalla rivista Nature), su questo mondo lontano le condizioni non devono essere particolarmente allettanti: il pianeta dista dalla stella principale del suo sistema "solo" 8 milioni di chilometri (un ventesimo della distanza Terra-Sole) e deve sopportare temperature elevatissime.
Gli altri due soli del sistema, ruotano anch'essi tra di loro e intorno alla stella principale (poco più grande del nostro Sole), e appaiono molto più piccoli nel cielo, trovandosi a una distanza simile a quella che separa il Sole da Saturno. Konacki non ha visto il pianeta, ma l'ha intuito osservando le turbolenze gravitazionali che influenzano le orbite delle tre stelle.
Al di là delle questioni scenografiche, la scoperta di Konacki mette a dura prova le teorie sulla formazione dei pianeti: attualmente si ritiene che essi nascano per accumulazione dai materiali che circondano le stelle più giovani. Questa teoria richiede la presenza di nuclei ghiacciati intorno ai quali possano aggregarsi i materiali che formeranno il protopianeta.
Dunque, deducono gli scienziati, i pianeti devono nascere a debita distanza dalle stelle, al di fuori di un confine chiamato "snow line" oltre il quale, a causa delle alte temperature, non possono esistere nuclei ghiacciati. Una volta raggiunta una massa significativa, il pianeta appena formato si sposta verso il suo sole. Il problema è che, al di fuori della "snow line" del sistema studiato da Konacki, non può esserci nessun nucleo ghiacciato, poiché tutti i materiali "candidati" a questo ruolo sono stati risucchiati nell'orbita delle due stelle minori.
Il pianeta con tre soli, dunque, non dovrebbe esistere. Ma c'è, ed è un bel grattacapo. La spiegazione dell'astronomo americano è che il suo pianeta sia in realtà una stella mancata, che non si è accesa perché priva della massa necessaria. Una teoria affascinante, che molti scienziati applicano anche al nostro Giove.
21/07/2005