Cenni storici
Le origini del paese risultano essere precedenti all’eruzione del 79 d.c., che
lo vide sepolto sotto una coltre di cenere e lapilli, rendendo disabitato il
territorio.
Dopo l’eruzione e sino al IV secolo d.c., il territorio rimase disabitato e
prese le sembianze di un bosco-foresta; infatti in alcuni documenti storici, il
territorio viene denominato nemus-schifati (bosco di scafati).
Dal IV sec. d.c. e sino al XII sec. d.c., la vita stentava a fiorire per una
moltitudine di eventi (eruzioni, incursioni barbariche, epidemie).
Dal XIII sec. d.c., il territorio iniziò a fiorire, grazie all’operato di
alcune chiese che offrivano il loro apporto sociale ai passanti; chiese che
tutt’oggi sono presenti nel territorio boschese (attualmente con la
denominazione di chiesa Santa Maria Salome).
Nel XIV sec. d.c., Re Carlo I di Napoli, fece diventare “riserva di caccia”
quel territorio e, da lì la denominazione di “Bosco reale”.
Bisogna attendere il XVIII sec d.c., perché il paese assuma l’attuale fisionomia
del centro storico.
Il territorio risulta essere ad alto indice archeologico; infatti da scavi
effettuati sono emersi numerose ville di epoca romana.
Da citare quella “Della Pisanella”, i cui scavi, iniziati alla fine
dell’ottocento, diedero alla luce numerosi oggetti preziosi che vennero poi
venduti dal committente dei lavori al museo francese del “LOUVRE”, dove è
tuttora esposto il “TESORO DI BOSCOREALE”.
Inoltre presso il “MUSEO ANTIQUARIUM”, vi è l’unica villa rustica di epoca
romana sull’intero territorio nazionale, che risulta essere praticamente
intatta.
Il sito archeologico ci riporta indietro nel tempo e ci fa capire come
funzionasse, all’epoca dei nostri predecessori, un’azienda agricola.