La Befana di un tempo
Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino
una calza di lana fatta a mano con i ferri delle mamme e delle nonne.
Le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri, che per lo più, non
venivano esauditi perchè c’era molto povertà.
Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti
perchè era l’unica festa in cui ricevevano dolciumi.
Nella calza i bambini trovavano poco roba: qualche mandarino, caramelle di orzo
fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni
almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone,
cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffe cucite
dalle mamme o dalle nonne.
Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci
si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle.
In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni in denaro alle
famiglie più bisognose per acquistare le cose più necessarie, come pane, pasta,
zucchero.
Dove e quando è nata la Befana
Non si sa in quale città o regione italiana sia nata la Befana, ma di essa si è
incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai
bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello
stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Probabilmente la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo
natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto : “l’Epifania tutte le feste porta
via”
Perchè si chiama Befana
Il suo nome deriva da “Epifania”, trasformato poi in “Beffania” per ricordare la
strega di “Beffania” che volava sui tetti delle case in quella notte.
Col passare del tempo perse le lettere “f”ed “i” e diventò Befana.
La Befana oggi
La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e
i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perchè per entrare
nelle case si cala giù dal camino.
Questa vecchina la notte del 5 gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai
bambini : bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi.
Se qualcuno è stato disobbediente, troverà carbone, cenere, cipolle e aglio.
Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i “buoni” e la sera
prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l’arrivo della
Befana e talvolta, un pò impauriti.
Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un pò delusi
perchè non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca
mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che non
sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di
rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e
l’aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere
i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo.
Nel nostro paese l’Amministrazione comunale ogni anno organizza una piccola
festa: una signora vestita da Befana distribuisce regali a tutti i bambini,
rendendola più veritiera, regalando momenti di gioia e allegria, e allo stesso
tempo di tristezza, perchè con l’Epifania tutte le feste porta via.