Le origini del paese risultano essere precedenti all'eruzione del 79 d.c., che lo
vide sepolto sotto una coltre di cenere e lapilli, rendendo disabitato il territorio.
Dopo l'eruzione e sino al IV secolo d.c., il territorio rimase disabitato e prese
le sembianze di un bosco-foresta; infatti in alcuni documenti storici, il territorio
viene denominato nemus-schifati (bosco di scafati).
La pietra vesuviana è un prodotto prevalentemente ornamentale tipico di queste zone,
si estrae dalla cava del vulcano, grazie all'utilizzo di determinate macchine, per
poi essere trasportata nei laboratori di ditte specializzate per la fase della tagliatura,
levigatura e scalpellatura.
La Campania è tra le prime regioni d'Italia per la fertilità del suolo, in particolar
modo l'area vesuviana. Le colture più diffuse sono gli ortaggi ed i vigneti, come
testimoniano i resti di dolii rinvenuti nella "Villa Regina" di Boscoreale, che
mettono in luce l'attività a cui si dedicavano gli abitanti del posto, cioè la produzione
del vino.