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IL VESUVIO

La storia

Il Vesuvio è alto 1276 metri.
La storia del Vesuvio viene generalmente divisa in quattro periodi eruttivi : Somma primitivo, Somma antico, Somma recente e Vesuvio.
I geologi sono addivenuti a questo, usando apparecchiature e metodi nuovissimi che utilizzano la radioattività contenuta nei prodotti eruttati.
Il complesso vulcanico Somma-Vesuvio è uno dei tipici vulcani a recinto, cioè costituito da due strutture vulcaniche concentriche.
La più esterna formatasi in epoca anteriore, fu dato il nome di Vesuvio e per indicare l’altro esterno, lo si chiamò Somma.
Il Monte Somma terminò la sua attività circa 17000 anni fa, determinò successivamente il crollo della parte terminale dell’edificio vulcanico e la formazione di una caldera.
All’interno di questa caldera, si formò la struttura del Vesuvio, che si trova quasi al centro di essa.
La forma del Vesuvio è di un tronco-cono alla cui cima si apre l’attuale cratere.
La valle è chiamata Valle del Gigante ed è lunga quasi 5 km; essa è detta Atrio del Cavallo ad Ovest e Valle dell’Inferno dall’altra parte.
La più antica immagine del vulcano, viene rinvenuta in affreschi ad Ercolano e a Pompei.
La prima eruzione del Vesuvio documentata, è quella del 79 d.C..
In conseguenza di questa eruzione vennero distrutte le città di Pompei, Stabia, Ercolano e Oplonti (attuale Torre Annunziata).
I primi abitanti della Campania adorarono una divinità chiamata Giove-Vesuvio, alla quale dedicarono anche un tempio.
I pompeiani (prima della fatidica eruzione), lo ricordavano ricoperto di vigneti fin sopra la vetta.
Il vino che ne derivava e che veniva denominato “vesvinum”, veniva commerciato anche in altri centri.
L’attività vesuviana tra il 79 d.C. ed il 1631 è poco conosciuta; si ritiene sia stata caratterizzata da eruzioni prevalentemente esplosive, anche se non sono mancate quelle effusive, separate da lunghi intervalli di inattività.
Nel 1631 il Vesuvio si svegliò; cominciarono a diffondersi folate di gas tossici e circa 40000 persone cercarono rifugio nella città di Napoli.
L’eruzione provocò la morte di 4000 persone e di 6000 animali domestici.
Nel 1760 una frattura della roccia, formò delle bocche a 3 km a nord ovest di Boscotrecase; sempre in quell’anno sprofondò il cratere centrale, tappando il camino, indebolendo notevolmente l’attività.
Nel 1794 un’altra eruzione formò quattro bocche sul fianco Sud-Ovest: buona parte dell’abitato di Torre del Greco fu inghiottito dalla lava.
Nel 1858 si aprirono sei fessure nel settore Nord-Ovest del vulcano; furono emessi 120 milioni di metri cubi di lava.
Nel 1861 si formò una frattura a 2 km. a Nord-Est di Torre del Greco.
Nel 1872 furono eruttati altri 20 milioni di metri cubi di lava.
Nel 1906 un’altra eruzione, distinta in una prima fase lavica, che distrusse buona parte del centro abitato di Boscotrecase.
Una seconda fase essenzialmente gassosa; una terza fase caratterizzata da esplosioni di cenere.
Questa eruzione decapitò la sommità del cono, che si abbassò di parecchie centinaia di metri.
Nel 1929 la lava traboccò e ricoprì il fondo della Valle dell’Inferno.
Nel 1933 si avvertirono delle scosse di terremoto ad intermittenza, con fuoriuscita di gas di vari di colori.
Nel 1944 si ebbe un’eruzione distinta in quattro fasi :
la prima caratterizzata da esplosioni e sprofondamenti; la seconda cosiddetta delle fontane laviche; la terza detta anche delle esplosioni miste; la quarta detta sismo-esplosiva.
Con questa eruzione, si andò ancora più delineando la voragine craterica che oggi caratterizza il Vesuvio.

SALITA AL VESUVIO

L’escursione al Vesuvio inizia normalmente da Torre del Greco, per chi raggiunge la vetta col pullman o in automobile.
E’ possibile seguire altri itinerari meno usuali ma ugualmente interessanti, come quello attraverso la strada privata tra Boscoreale e la vetta.
Lungo il tragitto si notano affioramenti di lava, ed è interessante notare come sia diventato fertile il terreno dopo la colata di lava, a testimonianza di questo vi sono disseminati i più svariati alberi da frutta.
Man mano che si sale si possono ammirare dei paesaggi mozzafiato, come il Golfo di Napoli, l’area flegrea, le isole di Procida e di Ischia, i monti lattari, la penisola sorrentina e l’isola di Capri.