I videogame? Roba da donne Sempre più ragazze alla console
di Juan
da RepubblicaMILANO - Se pensate che i videogiochi siano roba da maschietti e da bambini, siete rimasti indietro. Anche le donne si stanno sempre più appassionando alla console. E così davanti allo schermo quattro joystick su dieci sono impugnati da ragazze. Per non parlare poi degli adulti: circa il 50 per cento dei giocatori ha tra i 25 e i 50 anni. Lo rivela una ricerca realizzata da Ac Nielsen per conto dell'Associazione editori software videoludico italia (Aesvi).
Dalla ricerca emerge che il 36 per cento degli italiani è un giocatore abituale di videogame. Tra i giovanissimi dai 14 ai 19 anni i videogame spopolano: ci gioca oltre l'88 per cento degli intervistati. Ma, come detto, Super Mario & co. si fanno strada anche tra la popolazione più adulta, i giocatori tra i 25 e i 34 anni sono il 27 per cento, quelli tra i 35 e i 55, il 23 per cento. Ancora pochi i giocatori on-line, a causa della scarsa diffusione della banda larga, in rete si cimentano solo un giocatore su dieci.
Se poi si guarda più da vicino la fotografia dei "player" italiani, allora scopriamo che i più accaniti vivono nel Lazio e sono il 42 per cento del totale. In media il tempo che viene dedicata al gioco è meno di mezz'ora, sia nei giorni feriali sia nei festivi.
Sei italiani su dieci amano i giochi di strategia, ma nella classifica di gradimento il calcio rimane sui gradini più alti. Il 35,9% dei giocatori ha solo la licenza media, un dato ovvio se si considera che lo zoccolo duro dei giocatori è composta da giovanissimi. Invece il fatto che il 7,9% dei videogiocatori sia laureato è in linea con il numero di "dottori" in Italia.
I vdeogiochi muovono un giro d'affari di tutto rispetto e decisamente in crescita: nel 2005 gli italiani hanno speso oltre 600 milioni di euro, l'8 per cento in più rispetto all'anno fiscale 2003-2004. E un recente sondaggio della Doxa rivela che il numero di famiglie italiane che possiedono una console è più che raddoppiato passando, dal 20 per cento del 1995 all'attuale 50 per cento. Non solo, ma oltre la metà dei ragazzini tra 5 e 13 anni ne possiede una, mettendo decisamente in soffitta giochi più tradizionali come il classico biliardino (posseduto 'solo' dal 46%).
E puntuale nel giorno del compleanno della Playstation, che ieri ha spento le prime dieci candeline, è arrivata la bocciatura degli psichiatri: "Tra i bambini e gli adolescenti, sempre più legati a playstation e videogiochi si nota un grosso impoverimento delle relazioni interpersonali", dice il presidente dell'Associazione psichiatri e psicologi cattolici, nonchè esperto di problematiche legate a internet e alle nuove tecnologie, Tonino Cantelmi: "Sin da piccoli si abituano a giocare con strumenti complessi ma stereotipati, con una conseguenza: si arricchiscono sul piano motorio e percettivo, ma perdono molto sul lato umano, ovvero nelle capacità di relazionarsi con gli altri. Rischiano di diventare una generazione melanconica".
30/09/2005